Lorenzetti, gli effetti del buon governo

obiezioni contro la democrazia

l’apoteosi del complottismo

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la democrazia è un inganno?

Che la democrazia sia un inganno è quello che convergono a pensare l'estrema destra e l'estrema sinistra: si è già accennato a questa sorta di nuovo patto Molotov-Ribbentrop. Questa convergenza tra l'estrema destra e l'estrema sinistra affonda le sue radici nel pensiero e nella storia del '900. Marx fu il almeno il primo di una certa importanzaprimo a dire che che la democrazia rappresentativa (che si stava affermando in Occidente dopo la Rivoluzione Francese) è ingannevole. Per lui infatti pur dando la possibilità di votare a tutti, il potere reale restava necessariamente nelle mani dell'oligarchia economica, la borghesia, classe sfruttatrice del proletariato. Quindi era giusto rovesciare la democrazia “borghese” e instaurare, sia pure temporaneamente, la “dittatura del proletariato”.

Questo concetto venne sostanzialmente (e interessatamente) ripreso dei totalitarismi di estrema destra tra le due guerre mondiali, fascismo e nazismo: per loro quella francese, inglese e americana era una pseudo-democrazia, una democrazia ingannevole, perché era in realtà il dominio dei ricchi, una demo-pluto-crazia. Da qui poi partì anche il delirante concetto di complotto demo-plutocratico, anzi demo-pluto-giudaico-massonico. Che servì poi a giustificare l'Olocausto.

È interessante notare come generalmente chi oggi tifa per Putin tenda a pensare in termini : “niente è come sembra”, “ci vogliono far credere”. Loro, i perfidi cattivoni di turno. Una volta erano I Sette Savi di Sion, adesso sono le “lobbies mondialiste”, che promuovono il Non è che in questo concetto non ci sia una parte di verità: esiste un politically correct che viene effettivamente sponsorizzato da quello che io chiamerei mondialismo ideologico, ma questo non autorizza a parlare di complotto..

Ora, la democrazia di fatto esistente è certamente imperfetta, ma non è un inganno, di sicuro non lo è totalmente. Nessun dubbio che chi ha il potere economico possa condizionare le scelte della gente comune. Ma questo riguarda essenzialmente le scelte appunto economiche, commerciali: chi ha il potere economico vuole che la gente compri i suoi prodotti. E magari ne sottovaluti eventuali difetti o rischi. E ne sopravvaluti la bontà e ritenga ad esempio indispensabile ciò che tale non è. Ma pensare che l'intero mondo accademico e l'intero mondo giornalistico, o almeno la loro quasi totalità, sia in mano a delle lobbies economiche, che manovrano tutto in segreto, è un autentico, spropositato, farneticante delirio.

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